Tuesday, December 10, 2013

Need for Speed The Run


Need for Speed: The Run


Born in the now distant 1994, Need for Speed ​​series, hits and flops between macroscopic, has always managed to revive and reinvent itself, offering different and original concept. After delighting fans with a new interpretation of the simulation Shift gridlock thanks to the series, the teams last bet is called EA Black Box Need for Speed: The Run, an arcade racing unusual and somewhat pioneering, which sees in the hybridization cornerstone of its kind.

In Need for Speed: The Run the player takes the role of Jack, a reckless driver in illegal races constantly looking for trouble. After a flight of four wheels by the Mafia, the young driver encounters an old friend who invites him to participate in a race Coast to Coast, called Race, from San Francisco and arriving in New York, whose 25 million payout amounts to well dollars. From here, take off the frantic race against time to make it to the Big Apple before the other two hundred contestants.

A script to give a semblance of action films of series B we think some scenes created with computer graphics, sandwiched between a scenario and the other as a mere pretext to give a narrative of the particular aspect of gameplay formula adopted. Given the nature of the title, the plot plays a marginal role, but not entirely absent as usually happens in a classic driving game.

The structure provides for two phases of the game: leadership and action. The first part presents the classic arcade feel, and where physical count of the damage is sweetened by a long series of poetic license, aimed mainly at making a spectacular driving experience. Each curve is very wide, or when braking, the camera changes the view, emphasizing every single move the car closer or further away the point of view. More than arcade driving model, you could define a model for guiding film, more interested in returning the exquisitely scenic aspect of the race that the fidelity and accuracy checks. However, there will be some time before he could fully subdue the bitter drive system, which initially might even be confusing because of the constant movement and speed of sight.

Although we talked about a fictional system damage significantly, the fact remains that many accidents could be fatal and put a permanent end to the race. It is in this sense that the muscles show the difficulty of Need for Speed: The Run. Opponents, except for the final races, will not be able to trouble too much, the real problem while driving is represented instead by the obstacles to avoid, making each race a real race on a minefield. In addition to the classic traffic, very congested and major impediment to the conduct of the half, the player must deal with police chases (which can also count on a helicopter complete with machine gun), the Mafia and, finally, also on adversities of nature, such as avalanches or storms of sand.

The challenge, therefore, is not only able to cut before the others finish line, but most of all variables to avoid obstructing the front without crashing at 300 km / h against another car, or a light pole. The two examples just mentioned will be on the agenda, but to reach out to the player we think some small aid, called reset, the pilot reported that the last checkpoint and avoid start over the competition. Obviously, the reset can also be activated to correct maneuvers bankruptcy, but their use is sipped since, as already said, very often to be involved in fatal accidents.

The game modes that are followed within the Coast to Cost are essentially: Surpasses, in which it must be overcome simply by a specific number of avverasi (6 to 10); Checkpoint, where Jack, to retrieve ground on the other drivers, must try to reach certain points in a certain period of time; Battle, in which it must usually exceed three opponents and maintain the advantage for a certain period of time and, finally, Survival, more original mode, in which one must try to reach the finish line before your opponent, and at the same time, avoid natural obstacles such as avalanches or storms, or the bullets of the police.

Questo ultimo elemento, a dispetto degli altri, è quello risultato più divertente, meglio riuscito e coerente alla natura filmica di Need for Speed: The Run. È un vero peccato, però, che gli sviluppatori non si siano sforzati nel regalare al giocatore più sezioni di questo tipo, invece di reiterare continuamente le sfide più classiche. A riprova di quanto detto, è anche il fatto che la modalità Storia dura solamente tre o quattro ore di guida effettiva e, dunque, almeno una maggior varietà situazionale avrebbe decisamente giovato sulla scarsa longevità.

Ad accompagnare a braccetto lesperienza di guida e a rompere un po la monotonia delle sezioni a quattro ruote ci pensano le fasi action. Badate bene, il buon Jack non si trasformerà in Kratos e non si metterà a falcidiare innumerevoli ondate di mostri nerboruti. Need for Speed: The Run propone semplicemente piccoli sequenze su binari, in cui il giocatore si limita a compiere alcuni quick time event dove il protagonista cerca di scappare, questa volta sulle proprie gambe, da polizia o mafia. Si tratta di un espediente ludico che cerca di declinare la filosofica dinamica del gioco, rendendo più credibile lillegalità della corsa e uscendo un po dallordinario. Senza infamia e senza lode, le sequenze non propongono nulla di veramente utile al coinvolgimento, ma va comunque dato merito al coraggio di Black Box per aver tentato di esplorare terre sconosciute e averle mescolate a un impianto di gioco non proprio predisposto a ibridazioni di questo tipo.

Uno degli aspetti che sicuramente fa sentire la sua mancanza è unevoluzione ludica di gioco: nonostante, ad ogni vittoria, il giocatore riceva dei punti esperienza a seconda dei sorpassi sporchi o puliti effettuati, di quanti reset ha risparmiato o dei pericoli evitati, il punteggio non può essere investito per alcun tipo di personalizzazione e si limita a un semplice curriculum da mostrare ai propri amici una volta eseguito laccesso al gioco in multiplayer, senza quindi glorificare in alcun modo concreto gli sforzi in pista. Anche il parco auto è piuttosto limitato e non si ha alcuna possibilità di acquistare nuovi mezzi o personalizzarli, limitando il tutto a scelte semi-obbligate e di poca incisività sulle gare.

Portata a termine la campagna Coast to Coast, Need For Speed: The Run torna alla sua natura più classica, allargando il suo pacchetto ludico con una serie di sfide su quattro ruote, che fanno guadagnare medaglie in base al tempo ottenuto e, attraverso il completamento di obiettivi, offrono ricompense come gare aggiuntive o altre macchine. Stesso discorso per quanto concerne il multiplayer, che allarga il suo ventaglio ludico senza stravolgere. Tornando sulle piste della Corsa, il giocatore può affrontare degli avversari in carne ed ossa e, grazie alla socialità del sistema Autolog, può condividere con gli altri piloti virtuali i suoi traguardi e continuare a incrementare il proprio livello. Anche qui, dispiace assistere alla mancanza di sfide che sposino la filosofia di gioco in singolo, limitandosi a gare fin troppo ordinarie e più vicine ai vecchi titoli NFS.

Sfruttando la bontà del motore grafico Frostbite 2.0, Need for Speed: The Run offre interessanti scorci ambientali e una discreta modellazione poligonale delle automobili, pur senza raggiungere un livello grafico eccezionale. Buona la restituzione dei danni estetici e della fisica dei mezzi, e anche lintelligenza artificiale degli inseguitori (mafia e polizia) mostra un buon livello di reattività nel fermare la folle corsa del giocatore. Decisamente inferiore invece la capacità intellettiva dei piloti avversari.

La varietà del level design è garantita dalla diversità naturale che contraddistingue le due coste americane e lo spazio che le divide, passando dalle suggestive montagne rocciose dello Utah alle estese pianure del Kansas. Il comparto sonoro compie discretamente il suo compito, soprattutto per quanto concerne lottimo ritmo della soundtrack, sempre in linea con la dinamicità della corsa. Interessante la buona espressività e modellazione poligonale di Jack e degli altri piloti.

Need for Speed: The Run offre un concept originale e potenzialmente gravido di novità interessanti. Purtroppo, alla prova dei fatti, gli sviluppatori non hanno veramente osato, limitandosi a cambiare semplicemente il modo con il quale le modalità di gioco sono state proposte, ma senza variare nella sostanza i suoi contenuti, fatta eccezione per alcune sequenze altamente spettacolari, che però sono state dosate con il contagocce e, nelle circa 3-4 ore di campagna, avrebbero meritato molto più spazio. Dunque, una scommessa riuscita solo a metà, che riesce tuttavia a divertire e può contare su una componente multiplayer in grado di lievitare le ore di gioco, seppure continuando sulla strada più classica ed ignorando la vera natura del single player.

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